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Audit UX/UI

Il valore di un audit UX/UI: 5 segnali che il tuo sito ne ha bisogno

Di Marco Conti, Specialista UX·22 gennaio 2024·6 min lettura

Il tuo sito dovrebbe lavorare per te, non contro di te. Ma a volte, onestamente, le cose non vanno come sperato. Magari ricevi un buon traffico, ma poi i clienti non comprano nulla. Oppure, i visitatori arrivano sulla pagina e scappano via in un attimo, senza capire bene cosa devono fare dopo. Guardiamo i numeri per capire meglio dove intervenire.

Se il tuo "tasso di rimbalzo" è troppo alto

Immagina questa scena: hai una pagina prodotto specifica, oppure la pagina del carrello acquisti. Se qui il 68% dei visitatori se ne va dopo pochi secondi senza interagire, c'è un problema grosso. Non è solo una statistica fredda. Significa che l'utente non trova subito ciò che cerca, la pagina carica lenta o il testo è confuso. Invece di esplorare o aggiungere al carrello, scappa via. Per un nostro cliente qui a Genova, un piccolo e-commerce di caffè artigianale, abbiamo notato un rimbalzo medio del 71% sulle schede prodotto più popolari durante lo scorso Q3.

Un tasso così alto, specialmente su pagine che dovrebbero portare a una vendita, è un segnale lampante. È un po' come se qualcuno entrasse nel tuo negozio, si guardasse intorno per 4-5 secondi e poi uscisse senza nemmeno salutare. Stiamo perdendo un sacco di occasioni. Un audit UX/UI va a indagare proprio lì: cosa non funziona nell'immediatezza, dal layout dei pulsanti ai testi, fino al tempo di caricamento delle immagini. Spesso, piccole correzioni mirate portano a grandi passi avanti.

Se il tuo "tasso di rimbalzo" è troppo alto

Quando gli utenti si bloccano nel percorso (e tu perdi vendite)

Hai pensato a un percorso chiaro per i tuoi clienti: clicca qui, compila il form, paga. Ma se a metà strada, magari alla fase "inserimento indirizzo di spedizione", il 42% delle persone sparisce, devi capire esattamente il motivo. Questi sono i "punti di frizione". Possono essere campi modulo troppi complicati, richieste di dati che sembrano eccessive o costi di spedizione scoperti all'ultimo momento. Per un'azienda di servizi che segue circa 83 clienti attivi nel ponente ligure, abbiamo visto un blocco del 35% al passaggio da "scelta pacchetto" a "dati di fatturazione" nei primi 4 mesi dell'anno.

Un audit UX/UI mappa con precisione questo percorso. Identifica ogni "punto dolente" dove gli utenti si fermano o abbandonano. A volte basta riorganizzare l'ordine dei campi, o aggiungere una piccola icona di aiuto. Niente chiacchiere, solo fatti: se gli utenti non finiscono il processo, non generiamo affari. Capire dove si fermano è il primo passo per sbloccare tutto il flusso.

Un utente bloccato è una vendita persa. I numeri ci dicono dove intervenire.

Il Supporto Clienti è Sommerso di Domande Base

Se il tuo team di assistenza, diciamo i tuoi 3 addetti, è sommerso da email o chiamate con domande semplicissime — "Come trovo il catalogo prodotti?", "Quali sono le opzioni di consegna?", "Dov'è scritto il prezzo del servizio?" — significa che le risposte non sono chiare o facilmente reperibili sul sito. Questo non solo appesantisce il lavoro del tuo staff, ma fa perdere la pazienza ai potenziali clienti che cercano risposte veloci. Un nostro cliente, un rivenditore di materiale edile a Bolzaneto, riceveva circa 30 chiamate ogni settimana solo per informazioni sulle schede tecniche dei prodotti, tutte già presenti online.

Il tuo mercato è il nostro focus. Un audit UX/UI analizza proprio queste domande frequenti. Vediamo dove l'informazione è nascosta, mal formulata o proprio assente. Lo scopo è rendere il sito più "autosufficiente", così i clienti trovano le risposte da soli e il tuo team può dedicarsi a richieste più complesse. Questo libera tempo prezioso e, quasi sempre, aumenta la fiducia e le conversioni perché l'utente percepisce un'esperienza più chiara e trasparente.

Il Supporto Clienti è Sommerso di Domande Base

Il tuo sito non è al passo coi tempi (e si vede)

Non parliamo solo di grafica "datata", anche se un aspetto obsoleto non aiuta mai a fare una buona impressione. Parliamo di funzionalità vere e proprie. Il tuo sito è lento sui cellulari? I pulsanti sono troppo piccoli o difficili da cliccare su un tablet? Le immagini non si caricano bene o sono sgranate? Tutti questi sono problemi concreti che influenzano l'esperienza. Se un utente deve "zoommare" per leggere un testo o cliccare 3 volte per aprire un menu, si stanca e se ne va. Abbiamo rilevato che siti di piccole attività artigianali perdevano fino al 28% del traffico mobile sul checkout a causa di lentezza o difficoltà di navigazione nell'ultimo anno.

Semplifichiamo il complesso. Un audit UX/UI valuta la reattività del sito su diversi dispositivi e la sua velocità. Non è solo una questione di "bellezza", ma di pura praticità. Oggi, circa il 58% del traffico web arriva da smartphone e tablet. Se il tuo sito non è ottimizzato per questi, stai di fatto escludendo una fetta enorme dei tuoi potenziali clienti. Un sito che non funziona bene su un Samsung Galaxy del 2022 o un iPhone di ultima generazione semplicemente non converte.

Un sito lento o difficile da usare su mobile è un cliente che non tornerà.

Se hai traffico ma poche vendite: c'è un freno invisibile

Hai investito in pubblicità, magari su Google o Facebook, il traffico al tuo sito è aumentato, ma le vendite restano ferme. I dati parlano chiaro: c'è una disconnessione tra l'interesse generato e il risultato finale. Questo è incredibilmente frustrante. Magari 13.000 persone visitano il tuo sito ogni mese, ma solo 30-50 di loro completano un acquisto. Questo tasso di conversione (diciamo 0.3-0.4%) è un campanello d'allarme, specialmente se i tuoi prodotti o servizi sono in linea con il mercato.

Dati parlanti. Un audit UX/UI va oltre il semplice traffico. Analizziamo nel dettaglio come gli utenti interagiscono con i tuoi contenuti, dove cliccano (o non cliccano), quali sezioni ignorano. Cerchiamo gli ostacoli invisibili che impediscono di trasformare un visitatore curioso in un cliente pagante. A volte, un semplice riordino delle informazioni principali sulla homepage, o un pulsante CTA più chiaro e visibile, può fare una differenza enorme. Per un nostro cliente, un piccolo negozio di ceramiche nel centro storico, abbiamo aiutato ad aumentare la conversione dal 0.4% all'1.3% in circa due mesi, lavorando sulla pagina "Contattaci" e sul checkout.